Sito istituzionale del deputato Ileana Argentin

La Camera,
premesso che:
nonostante nel corso degli ultimi venti anni la ricerca scientifica abbia compiuto notevoli progressi, vi sono ancora moltissimi stati patologici non adeguatamente conosciuti e non ancora classificati, moltissime malattie per le quali non sono possibili né sussidi diagnostici, né adeguate forme di prevenzione, né terapie, ed altre ancora che colpiscono un numero relativamente basso di persone, le cosiddette malattie rare;
il numero delle malattie rare è stimato dall’Organizzazione mondiale della sanità intorno a 5.000, l’80 per cento delle quali di origine genetica, anche se il manifestarsi delle patologie e la loro concentrazione cambiano a seconda dei Paesi interessati e il Parlamento europeo ha definito un limite di prevalenza non superiore a cinque casi per ogni 10.000 abitanti degli Stati membri dell’Unione europea;
le malattie rare talvolta sono fortemente invalidanti e chi ne è colpito spesso non riesce a sopravvivere; la definizione di «rara» non ha agevolato il processo di ricerca e di attenzione sulle cause delle malattie rare, se non da parte di centri privati, con la conseguenza non solo di non offrire al paziente cure adeguate e una diagnosi tempestiva, ma soprattutto di lasciarlo isolato nell’affrontare la propria malattia insieme alla sua famiglia;
la scarsa disponibilità di conoscenze scientifiche, che scaturisce proprio dalla rarità, determina spesso lunghi tempi di latenza tra l’esordio della patologia e la diagnosi, cosa che incide negativamente sulla prognosi del paziente, ed inoltre le industrie farmaceutiche, a causa della limitatezza del mercato di riferimento, hanno scarso interesse a sviluppare la ricerca e la produzione dei cosiddetti «farmaci orfani», potenzialmente utili per tali patologie;
se la rarità incide anche sulle possibilità della ricerca clinica, in quanto la valutazione di nuove terapie è spesso resa difficoltosa dall’esiguo numero di pazienti arruolabili nei trial clinici, dall’altra parte il ricorso a una casistica multicentrica può diminuire la qualità dello studio, in quanto i criteri di reclutamento e di trattamento dei pazienti da sottoporre a trial clinici possono essere disomogenei;
infine, la rarità della malattia fa scaturire un’altra conseguenza per la stessa, ovvero l’essere «orfana», in quanto non riceve le attenzioni e il sostegno economico-sociale adeguati;
negli ultimi anni, anche grazie alla continua attività di sensibilizzazione portata avanti dalle associazioni dei pazienti, sono stati raggiunti importanti risultati per sopperire alle esigenze di coloro che sono affetti da patologie rare; con la decisione n. 1295/1999/CE del Parlamento e del

Consiglio europeo è stato adottato un programma d’azione comunitaria sulle malattie rare nel quadro dell’azione della sanità pubblica per il quadriennio 1999-2003. Sempre a livello europeo, nel 2000 è stato pubblicato il regolamento (CE) n. 141/2000 concernente i medicinali orfani con l’istituzione della procedura comunitaria per l’assegnazione della qualifica di medicinale orfano. Per svolgere questa attività è stato istituito, nell’ambito dell’European medicines agency (Emea), il Committee for orphan medicinal products (Comp);
diversi Stati membri hanno recepito le indicazioni dell’Unione europea, ponendo in essere una crescente attenzione e sensibilità verso tali patologie: in Francia; in particolare, da tempo è stato adottato un piano nazionale per le malattie rare ed è stato innovata la normativa riguardante l’approvvigionamento dei farmaci; in Spagna, Belgio e Romania sono state assunte iniziative in tal senso;
l’Italia è sempre stata sensibile su questo tema, non solo inserendolo tra i punti fondamentali del piano sanitario nazionale già nel triennio 1998-2000, ma anche predisponendo il regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 18 maggio 2001, n. 279, con cui si stabiliva l’esenzione dai costi sanitari per circa 350 patologie, ed istituendo il registro nazionale delle malattie rare presso l’Istituto superiore di sanità, il quale raccoglie i dati epidemiologici forniti dai vari centri regionali, al fine di avere una visione organica delle malattie rare e di favorire, conseguentemente, la ricerca su di esse;
con il decreto ministeriale n. 279 del 2001, «Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124», pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 160 del 12 luglio 2001 – supplemento ordinario n.180/L, si prevede l’esenzione per le prestazioni sanitarie correlate alla malattia, selezionate dal medico curante tra quelle incluse nei livelli essenziali di assistenza secondo criteri di appropriatezza ed efficacia rispetto alle condizioni cliniche individuali e, per quanto possibile, sulla base di protocolli clinici concordati con il presidio di riferimento competente. Ai fini dell’esenzione il regolamento individua 284 malattie e 47 gruppi di malattie rare;
il diritto all’esenzione è previsto anche per le prestazioni diagnostiche necessarie a confermare o escludere il sospetto diagnostico di una delle malattie rare incluse, formulato da uno specialista del servizio sanitario nazionale;
a tale proposito è opportuno segnalare che la revisione dei livelli essenziali di assistenza è ferma all’ormai lontano 2001, visto che il nuovo decreto emesso dall’allora Governo Prodi nel 2008 fu invece revocato dal successivo Governo Berlusconi, in considerazione di un rilievo mosso dalla Corte dei conti, la quale ritenne che i nuovi livelli essenziali di assistenza sarebbero costati circa 800 milioni di euro in più su base annua e tale copertura non sarebbe prevista;
la mancata revisione dei livelli essenziali di assistenza e dell’elenco delle malattie rare esentate dal pagamento del ticket, fermo a livello nazionale al 2004, comporta un grave nocumento per tutte quelle persone affette da tali malattie e costrette a pagare il ticket per potersi curare;
a partire dal 2001 le regioni hanno iniziato a individuare i presidi per l’assistenza ai pazienti affetti da malattie rare e attualmente le reti regionali sono indicate su quasi tutto il territorio nazionale;
dal luglio 2002 è stato istituito nell’ambito della Conferenza Stato-regioni un gruppo tecnico interregionale permanente, al quale partecipano il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità, il cui obiettivo è rappresentato dall’ottimizzazione del funzionamento delle reti regionali e dalla salvaguardia del principio di equità dell’assistenza per tutti i cittadini;

dal 10 maggio 2007 è stato siglato il secondo accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sul riconoscimento di centri coordinamento regionali e/o interregionali, di presidi assistenziali sovraregionali per le patologie a bassa prevalenza e sull’attivazione dei registri regionali ed interregionali delle malattie rare;
si tratta certamente di primi passi significativi ma non ancora adeguati, però, a dare soluzioni concrete e definitive a problemi così rilevanti, primo fra tutti il problema che, sia a livello nazionale sia a livello regionale, i cittadini affetti da malattie rare non usufruiscono dello stesso livello di prestazioni diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali previste da parte del servizio sanitario nazionale per tutti gli altri pazienti ed ancora la questione della disparità di trattamento che avviene anche fra le varie regioni e persino all’interno delle medesime regioni e, addirittura, all’interno delle stesse città, nonostante sia ovvio e doveroso che tutti i cittadini debbano godere dello stesso livello di prestazioni da parte del servizio sanitario nazionale,
impegna il Governo:
a porre in essere tutte le iniziative necessarie per garantire la presa in carico dei malati affetti da malattie rare e delle loro famiglie, in particolare attraverso l’accesso alle cure e all’assistenza materiale, economica e psicologica, in modo da ottemperare alle indicazioni dell’Unione europea;
a prevedere per le persone affette da malattie rare il diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa per tutte le prestazioni sanitarie, incluse nei livelli essenziali di assistenza, efficaci ed appropriate per la diagnosi, il trattamento, il monitoraggio dell’evoluzione della malattia rara e la prevenzione degli aggravamenti, comprese le prestazioni riabilitative e di assistenza protesica, nonché l’acquisto dei farmaci di fascia C necessari per il trattamento delle malattie rare e dei trattamenti considerati non farmacologici, quali alimenti, integratori alimentari, dispositivi medici e presidi sanitari;
ad assumere iniziative dirette ad aggiornare l’allegato n. 1 del regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità n. 279 del 2001, contenente l’elenco delle malattie rare esentate dalla partecipazione al costo, con cadenza annuale e non più triennale, prevedendo l’inserimento nello stesso di altre malattie rare finora escluse e, in particolare, delle 109 malattie rare inserite nel suddetto elenco dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2008, approvato dal Governo Prodi e successivamente ritirato per mancanza di copertura finanziaria dal Governo Berlusconi;
ad adottare iniziative che consentano l’accesso universale allo screening neonatale che sarebbe in grado di individuare precocemente nei neonati decine di malattie metaboliche ereditarie, evitando così gravissimi stati di invalidità;
ad adottare le iniziative necessarie affinché le diagnosi di malattia rara siano effettuate dai presidi della rete di cui all’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 18 maggio 2001, n. 279, sulla base di appositi protocolli diagnostici e affinché gli stessi presidi della rete provvedano all’emissione della relativa certificazione di malattia rara con validità illimitata nel tempo e su tutto il territorio nazionale, al fine di assicurare l’erogazione a totale carico del servizio sanitario nazionale di tutte le prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza;
ad adottare le iniziative necessarie per assicurare l’immediata disponibilità e gratuità delle prestazioni e l’aggiornamento dei prontuari terapeutici, prevedendo che i farmaci commercializzati in Italia che abbiano ottenuto riconoscimento di farmaco orfano dall’Agenzia europea per la valutazione dei medicinali (Emea) siano forniti gratuitamente ai soggetti portatori delle patologie, a cui la registrazione fa riferimento e che, pertanto, possano

essere inseriti nel prontuario nazionale dei farmaci nelle fasce esenti da compartecipazione alla spesa;
ad adottare un piano nazionale per le malattie rare, con durata triennale, finalizzato ad assicurare prevenzione, sorveglianza, diagnosi tempestiva, trattamento e riabilitazione ai pazienti con malattie rare, a garantire equo accesso ai servizi socio-sanitari a tutti i pazienti con malattie rare sul territorio nazionale, a migliorare la qualità della vita delle persone con malattie rare e dei loro familiari, disciplinando le aree prioritarie di intervento e le azioni necessarie per la sorveglianza delle malattie rare, la diffusione dell’informazione sulle malattie rare diretta alla popolazione generale ed agli operatori socio-sanitari, la formazione di medici e figure professionali coinvolti nell’assistenza, l’accesso al trattamento inclusi i farmaci, la prevenzione e l’accesso ad una diagnosi tempestiva, il supporto alla ricerca di base clinica, sociale e di sanità pubblica sulle malattie rare, le istituzioni responsabili delle specifiche azioni, nonché il sistema di monitoraggio e valutazione annuale del piano nazionale;
a rafforzare le funzioni del Centro nazionale malattie rare presso l’Istituto superiore di sanità, al fine di perfezionare il monitoraggio delle patologie e del funzionamento dei servizi, affinché sia reso omogeneo su tutto il territorio nazionale l’accesso e l’assistenza ai pazienti affetti da tali patologie;
ad assumere iniziative dirette a prevedere, in deroga alle disposizioni in materia di prescrizioni farmaceutiche per le prescrizioni relative ad una malattia rara, che il numero di pezzi prescrivibili per ricetta possa essere superiore a quelli attualmente previsti;
ad adottare le iniziative necessarie per favorire la ricerca clinica e preclinica finalizzata alla produzione dei farmaci orfani, prevedendo che ai soggetti pubblici e privati che svolgono tali attività di ricerca o che investono in progetti di ricerca sulle malattie rare o sui farmaci orfani svolti da enti di ricerca pubblici o privati si applichi un sistema di incentivi e di agevolazioni fiscali per le spese sostenute per l’avvio e la realizzazione di progetti di ricerca.
(1-00809)
«Miotto, Lenzi, Livia Turco, Argentin, Bossa, Bucchino, Burtone, D’Incecco, Farina Coscioni, Grassi, Murer, Pedoto, Sarubbi, Sbrollini».

APPROVATA LA MOZIONE “MALATTIE RARE”

(ASCA) – Roma, 17 gen – L’aula della Camera ha approvato una
mozione unitaria per contrastare le malattie rare che impegna
il governo ”a verificare in che modo e fino a che punto i
bisogni di salute dei pazienti affetti da malattie rare
vengano attualmente soddisfatti, tenendo conto che, in questo
particolare momento di risanamento economico del Paese,
esiste una categoria di cittadini gia’ gravemente
penalizzata, sulla quale si chiede di non incidere
ulteriormente”.
E ancora: ”a istituire a livello nazionale e a promuovere
l’istituzione in ambito regionale dei registri delle
patologie di rilevante interesse sanitario; a dare una
definizione tempestiva delle ‘malattie rare’ da includere
nell’elenco delle patologie da sottoporre a screening
neonatale obbligatorio; a istituire il Comitato nazionale
delle malattie rare, presso il ministero della Salute; a
emanare urgentemente un provvedimento di aggiornamento
dell’elenco delle malattie rare attraverso l’inserimento nei
livelli essenziali di assistenza delle 109 patologie rare
indicate nell’allegato 7 del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 21 marzo 2008, mai entrato in
vigore”.

ROMA: LAVORI A PIAZZA SAN SILVESTRO, INTERROGAZIONE PD A ORNAGHI

 

      Roma, 9 gen. (Adnkronos) – ”Sul pietoso stato dei lavori di

Piazza San Silvestro a Roma presentero’ un’interrogazione urgente al

Ministro del Beni Culturali Ornaghi per sapere se e’ a conoscenza dei

continui ”stop and go” sul rifacimento di una delle piazze storiche

della Capitale e del progetto definitivo che, a quanto pare, esiste

solo nei pensieri del Sindaco Alemanno”. Lo afferma la deputata del

Pd Ileana Argentin, membro della commissione Affari sociali della

Camera ed esponente dei democratici di Roma. Read More…

SICUREZZA.ARGENTIN: ROMA SEMPRE PIÙ CITTÀ FUORI CONTROLLO

 

 

“E ALEMANNO IN CAMPAGNA ELETTORALE CAVALCAVA PAURE CITTADINI”.

(DIRE) Roma, 5 gen. – “La citta’ e’ sconvolta dal duplice

omicidio avvenuto nella notte a Torpignattara e dalla violenza

cieca di due balordi che hanno tolto la vita a una bambina di

pochi mesi e al padre che la teneva in braccio. Roma e’ sempre

piu’ una citta’ fuori controllo e per troppo tempo si sono

sottovalutati fatti di sangue che dimostrano come in citta’ ci

siano troppi balordi dal grilletto facile”. Lo dice in una nota

la deputata del Pd Ileana Argentin, membro della commissione

Affari sociali della Camera ed esponente dei democratici di Roma, Read More…

Roma, 20 DIC – “Nelle scorse settimane, e per due lunedì consecutivi, le associazioni, i genitori e i rappresentanti delle consulte dell’ handicap hanno organizzato un sit in a piazza del Campidoglio per chiedere un confronto con il Sindaco Alemanno sui temi fondamentali per la vita dei cittadini disabili, in particolar modo sull’ assistenza domiciliare e sulle case famiglia. Siamo riusciti ad ottenere solo un incontro con il capo dello staff del vicesindaco Belviso, previsto questa mattina alle ore 10.30 presso l’ assessorato in Viale Manzoni 16. Purtroppo il Dott. Solfanelli si è presentato solo alle ore 11.20 quando la delegazione aveva ormai abbandonato senza speranze gli uffici dell’ assessorato. Questo episodio dimostra la distanza siderale fra l’ amministrazione Alemanno e i veri problemi che i disabili di Roma vivono sulla propria pelle ed è davvero spiacevole, oltre che maleducato, comportarsi in questo modo davanti ai cittadini che poi, con nuove tasse, si voglio spennare”. Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd Ileana Argentin Read More…

In data 16 dicembre 2011, alla Camera dei Deputati, si approvava il Disegno di Legge N. 4829-A che convertiva in legge il Decreto del 6/12/11, n.201 recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici: la famosa manovra lacrime e sangue che dovrebbe permettere all’Italia di rientrare nei parametri economici europei, o almeno fuori da una situazione a rischio default.
Tra le modifiche presentate all’esame del Governo e poi approvate, l’On. Ileana Argentin ha presentato come prima firmataria, all’odg N.133, e come cofirmataria, all’odg N.231, dei provvedimento che impegnano il Governo a mantenere alta l’attenzione sulla situazione delle famiglie a reddito basso, numerose o con un disabile a carico, cercando di garantire i livelli essenziali delle prestazioni sociali e dei diritti acquisiti, a dimezzare il costo della “nuova ICI”, l’Imu, per le case dove risiede un disabile grave o gravissimo.

Ecco il testo dei provvedimenti:

La Camera,
premesso che:
la drammatica crisi economica e finanziaria che, ormai da alcuni anni, il Paese sta attraversando, ha subito, negli ultimi tempi, una brusca accelerazione che ha messo in discussione la tenuta e l’equilibrio contabile di molti Stati europei e rischia di travolgere l’euro nonché di innestare una pericolosa recessione economica che coinvolge il sistema delle imprese, i redditi delle famiglie, le forme di protezione sociale;
il settore sociale ha visto le proprie risorse ridursi progressivamente con le ultime manovre, fino alla correttiva di luglio, che in tre anni hanno ridotto dell’80 per cento i fondi statali del settore. Il fondo per le politiche sociali è sceso dai 929 milioni del 2008 a 273 milioni. Le risorse per la famiglia sono passate da 346 milioni a 51, quelle per le politiche giovanili da 137 milioni a 12, mentre il fondo per l’affitto da 205 milioni è stato progressivamente ridotto fino ai 32 milioni di quest’anno. I finanziamenti per l’infanzia, l’inclusione degli immigrati e, soprattutto, per la non autosufficienza sono stati addirittura azzerati. Complessivamente la spesa statale sociale è scesa da 2,5 miliardi a poco più di 500 milioni all’anno nonostante il Governo abbia già trovato una diversa copertura ai primi 4 miliardi di euro per la riforma dell’assistenza, permane la preoccupazione per un welfare sempre più residuale, che sembra considerare i disabili solo come un costo e non come persone che hanno il diritto, come ogni altro cittadino, ad una vita dignitosa e indipendente: la crisi economica non deve assolutamente ridurre i diritti delle persone disabili, delle strutture e delle famiglie che li assistono,

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di adottare una reale e concreta politica di sostegno alla famiglia specialmente per le famiglie a reddito basso o numerose o dove sia presente una persona disabile non solo incentrata su interventi monetari, ma anche attraverso l’incremento del fondo per le politiche sociali, l’adozione di misure che favoriscano la creazione di servizi integrati a sostegno della donna, dei giovani, degli anziani, dei bambini e dei disabili e in generale di tutta quella fascia della popolazione che per qualsiasi motivo possa trovare difficoltà ad integrarsi nel tessuto sociale;
a valutare l’opportunità di adottare, nel più breve tempo possibile, tutte le misure atte alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (leps), così come previsti all’articolo 22 della legge quadro n. 328 del 2000 e dall’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, al fine di avere su tutto il territorio nazionale, una rete integrata di servizi che fissi i livelli essenziali delle prestazioni sociali sia quantitativamente che quantitativamente omogenei in tutto il paese, nonché al reperimento di risorse finanziarie adeguate per il fondo nazionale per le politiche sociali di cui all’articolo 20 della legge 328 del 2000 al fine di poter garantire reali opportunità di inserimento sociale delle persone disabili.
9/4829-A/133.Argentin, De Pasquale.

La Camera,
premesso che:
preso atto che il Governo all’interno del decreto-legge in esame, tra le diverse misure finalizzate, ha anche previsto la reintroduzione dell’imposta immobiliare sulla prima casa (ex ICI) congiuntamente alla rivalutazione delle rendite catastali, alla cui rivalutazione viene altresì applicato un moltiplicatore;
ricordato che il Governo precedente aveva soppresso l’ICI sulla prima casa e che la riforma federalista intrapresa con la legge delega n. 42 del 2009 aveva previsto, a partire dal 2014, l’introduzione di una nuova imposta, l’IMU, con esclusione delle prime abitazioni e il cui gettito sarebbe stato introitato dai Comuni, nella prospettiva di dare agli enti locali quelle risorse finanziarie ed economiche necessarie per conseguire quell’autonomia fiscale fondamentale per giungere ad una piena realizzazione del federalismo fiscale;
attestato che la reintroduzione dell’imposta sulla prima abitazione, oltre a non porsi nella prospettiva della riforma federalista, rappresenta un evidente aggravio economico per i cittadini, costretti a pagare un nuovo contributo;
considerato che tale contributo diventa ancor più oneroso per le famiglie dove vivono persone non autosufficienti, in ragione del fatto che queste famiglie sono costrette a sostenere spese maggiori per gli spazi, le tecnologie, la cura e la doverosa dedizione che esse devono mettere a disposizione per la salute dei propri famigliari, rispetto a famiglie completamente autonome;
esaminato come il disposto normativo che ora prevede una semplice deduzione fino a duecento euro a favore di tutte le famiglie, aumentata fino ad un massimo di quattrocento euro qualora nella famiglia vivano anche dei giovani di età inferiore ai 26 anni, risulta assolutamente insufficiente per le famiglie economicamente più svantaggiate per alleviare l’onere derivante da questa nuova imposta,

impegna il Governo

a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni sulla tassazione della prima casa, al fine di adottare ulteriori iniziative normative volte a prevedere una detrazione ad hoc dell’imposta municipale sulla prima abitazione pari al 50 per cento e relativa ai soggetti disabili gravi non autosufficienti, casi come individuati ai sensi della legge n. 104 del 1992.
9/4829-A/231.Martini, Laura Molteni, Bitonci, Zacchera, Delfino, Bosi, Capitanio Santolini, Argentin, Laboccetta, Commercio, Oliveri, Lo Monte, Zacchera.

MANIFESTAZIONE CAMPIDOGLIO

LA DISABILITA’ TORNA IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO A CAUSA DELLE MANCATE RISPOSTE PROMESSE DAL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL SINDACO ALEMANNO.
LUNEDI’ 11 DICEMBRE ORE 15.00 SOTTO LA LUPA. VI ASPETTO IN TANTI.

ILEANA ARGENTIN

(OMNIROMA) Roma, 02 DIC – “L’onorevole Ileana Argentin – riferisce una nota
della parlamentare – assieme alla associazioni dei disabili ha indetto una
manifestazione lunedi 5 dicembre, alle ore 15 di fronte il Campidoglio, per
chiedere, senza bandiere di partito, le dimissioni dell’Assessore Belviso e
urlare il proprio sdegno per una politica capitolina sbagliata, miope, che
non ha realizzato più interventi, dopo il Sindaco Veltroni, al di fuori
della spesa storica attribuita alle politiche sociali. L’attuale giunta ha,
al contrario, tagliato ulteriormente la spesa storica determinando una lunga
sequenza di assenza e silenzio: tra gli obiettivi nevralgici non si e’ più
intervenuto sulle barriere architettoniche; sulle politiche scolastiche
rivolte ai disabili; sui servizi di trasporto a chiamata; sull’assistenza
domiciliare; sui soggiorni estivi; sul ‘dopo di noi’; sulle cooperative
integrate e l’inserimento al lavoro. L’assessore Belviso, delegato ai
Servizi sociali, ha reso il mondo dell’handicap ‘la cenerentola’ di questa
legislatura, tagliando su tutti i servizi assistenziali e adducendo come
motivazione generale la crisi economica del Paese. Le migliaia di famiglie
dei disabili che vivono a Roma soprattutto ai tempi della crisi non possono e
non devono accettare di vedersi abbandonati e dimenticati né tollerare, dopo
anni di lotte, sacrifici e confronti, nuovi ingenti tagli economici che vanno
a colpire ulteriormente la loro condizione”.

Roma, 2 dic. – (Adnkronos) – L’onorevole Ileana Argentin assieme
alla associazioni dei disabili ha indetto una manifestazione lunedi 5
dicembre, alle ore 15 di fronte il Campidoglio, per chiedere, “senza
bandiere di partito, le dimissioni dell’Assessore Belviso e urlare il
proprio sdegno per una politica capitolina sbagliata, miope, che non
ha realizzato piu’ interventi, dopo il Sindaco Veltroni, al di fuori
della spesa storica attribuita alle politiche sociali”.

“L’attuale giunta ha, al contrario, tagliato – agginge Argentin-
ulteriormente la spesa storica determinando una lunga sequenza di
assenza e silenzio: tra gli obiettivi nevralgici non si e’ piu’
intervenuto sulle barriere architettoniche; sulle politiche
scolastiche rivolte ai disabili; sui servizi di trasporto a chiamata;
sull’assistenza domiciliare; sui soggiorni estivi; sul ‘dopo di noi’;
sulle cooperative integrate e l’inserimento al lavoro”.

“L’assessore Belviso, delegato ai Servizi sociali, ha reso il
mondo dell’handicap ‘la cenerentola’ di questa legislatura, tagliando
su tutti i servizi assistenziali e adducendo come motivazione generale
la crisi economica del Paese. Le migliaia di famiglie dei disabili che
vivono a Roma soprattutto – conclude – ai tempi della crisi non
possono e non devono accettare di vedersi abbandonati e dimenticati
ne’ tollerare, dopo anni di lotte, sacrifici e confronti, nuovi
ingenti tagli economici che vanno a colpire ulteriormente la loro
condizione”.

 

La manifestazione, promossa da Ileana Argentin e da alcune cooperative romane, puntera’ il dito contro le scelte del sindaco Alemanno e del vicesindaco Belviso. La disabilita’ “Cenerentola di questa legislatura”

(RED.SOC.) ROMA – Diritti negati e tagli all’assistenza, con il

pretesto della crisi economica: i cittadini disabili della

Capitale scenderanno in piazza, il prossimo 5 dicembre, per

manifestare “Senza bandiere” – questo lo slogan della protesta -

contro le scelte della giunta Alemanno. L’iniziativa e’ promossa

da Ileana Argentin (deputato e responsabile nazionale dei diritti

dei disabili per il Pd) e da alcune cooperative sociale che, a

Roma, si occupano di disabilita’. Read More…